Biografía

Se a qualcuno venisse l’idea di creare una “capsula del tempo” del 2007 – una raccolta di suoni e testi che rispecchiano lo spirito e l’energia del momento – farebbe bene ad inserirvi una copia dell’eponimo album d’esordio dei Metro Station. Certo la band è molto giovane (è l’età in cui per divertirti devi girare con la carta d’identità contraffatta), ma i richiami dance dei Metro Station, così incredibilmente orecchiabili su testi altrettanto avvincenti riflettono perfettamente cosa significa essere un adolescente nel nostro tempo.

Possiamo definirla una band svezzata da Internet e da Internet creata: è stato infatti il supporto della smisurata schiera di sostenitori online a fare del gruppo la star di MySpace nel giro di poche settimane. Una band che diversi mesi prima di firmare un contratto discografico era riuscita a catturare l’attenzione della stampa alternativa (n. 1 nella classifica delle “22 Best Underground Bands”) e delle riviste URB e Teen Vogue. Nonostante la giovane età i Metro Station sono riusciti a farsi strada da soli e nel giro di un anno, lasciato il precario impiego al centro commerciale, si sono ritrovati a registrare con i Motion City Soundtrack. Il gruppo è realmente il prodotto di un’epoca e di una generazione e si prepara a dare il meglio di sé.

1a Parte – La band

I Metro Station sono:
Trace …voce, chitarra
Mason …voce, chitarra
Blake …tastiere, sintetizzatore
Anthony …percussioni

Il percorso di formazione dei Metro Station attraversa tre fasi: Trace e Mason si incontrano ad Hollywood all’inizio del 2006 in quello che si può semplicemente definire “un appuntamento rock al buio” organizzato dalle madri. Trace e Mason, trasferitisi a L.A. rispettivamente da Nashville e da Dallas, vanno alla ricerca di musicisti che condividano i loro gusti musicali. Quando finalmente si incontrano l’intesa non è affatto immediata. “Non avevo mai incontrato nessuno come Trace,” ammette Mason. “Piercing alle labbra, tatuaggi, frequentava i club rock. Io invece me ne stavo rinchiuso nella mia stanza a comporre canzoni alla chitarra.”

Quando iniziano a scrivere insieme si instaura subito un’intesa singolare. “Dopo aver scritto una canzone scoprivano delle affinità su un piano differente,” ricorda Trace. “Ecco perché oggi è il mio migliore amico. In un brano cerchiamo di catturare le stesse cose. La nostra musica è incentrata sull’essere giovani e sul desiderare qualcosa in più dalla vita: su questa lunghezza d’onda Mason ed io ci siamo sintonizzati perfettamente fin dal principio.”

Il senso di frenesia, la ricerca costante di affinità e di intesa, sono tra le componenti essenziali del sound dei Metro Station e spiegano l’entusiasmo che si è creato attorno al loro nome. “Veniamo praticamente da ogni luogo,” sottolinea Mason, “E siamo solo di passaggio. Ecco cosa si prova ad essere un teenager: il desiderio incontrollabile di fuggire per trovare la giusta destinazione. Ecco a chi è rivolta la nostra musica.”

La band individua la propria collocazione (ed il proprio nome) il giorno in cui Trace e Mason incontrano Blake, il genio del sintetizzatore che collabora al loro primo singolo, “Seventeen Forever”. Con l’aggiunta della pulsante sonorità lo-fi di Blake (una suggestiva registrazione audio a ‘bassa fedeltà’), i Metro Station individuano la propria nicchia ideale. “Seventeen Forever” è al primo impatto un brano pop con reminiscenze elettroniche anni ’80, dove il battito vibrante del sintetizzatore accompagna le voci armoniche di Mason e Trace. Ma l’atmosfera orecchiabile cela toni più cupi. Il ritornello ricorda all’ascoltatore che “we won’t be seventeen forever, but we can get away with this tonight (Non avremo diciassette anni per sempre, ma per stanotte possiamo farla franca)”, a sottolineare l’effimero senso di libertà che si manifesta con la crescita.

“Seventeen Forever” balza in vetta alla classifica MySpace. Qui la band attira l’attenzione di diverse major discografiche, oltre che del provetto batterista Anthony, che farà con la band un intero set di prova senza interruzioni: l’intesa è tale che i ragazzi decidono che devono assolutamente averlo nel gruppo. Ora un team di quattro musicisti, i Metro Station si preparano a tenere testa alla realtà che li ha visti consacrare, da un giorno all’altro, indiscusse star di Internet.

2a Parte: La musica

“Siamo stati su MySpace per tre mesi prima di entrare in classifica” racconta Trace. “E quando è successo abbiamo capito che si stava concretizzando qualcosa di sensazionale. Prima di allora tutto ci era sembrato totalmente surreale.”

“I nostri sostenitori hanno fatto tutto da soli,” ricorda Mason. “Non abbiamo mai dovuto andare in giro per procacciarci serate o fare promozione, abbiamo fatto tutto grazie alla nostra fan base di Los Angeles. I ragazzi ci hanno aiutato a prenotare i concerti e poi hanno realizzato per noi i poster da affiggere. Una situazione abbastanza assurda, a dire il vero. Siamo stati sopraffatti dagli eventi.”

È vero, la band non ha dovuto andare alla ricerca di ingaggi, ma agli inizi aveva già messo a segno alcune esibizioni di rilievo. Ricordiamo innanzitutto il concerto presso The Echo, dove un certo musicista di nome Beck apre per loro la serata. “Per lui era un secret show e ha segnato il tutto esaurito,” spiega Trace. “Siamo arrivati e abbiamo scoperto che c’era anche lui. Ha usato i nostri strumenti e noi ci siamo esibiti appena dopo. Fino a qual momento avevamo fatto appena una decina di concerti, ma quella è stata in assoluto la nostra esperienza più emozionante.”

La band si è esibita inoltre per gli IMA Robot e nell’ambito di un ambitissimo showcase South By Southwest al The Viper Room. Anche con meno di 30 concerti all’attivo le esibizioni live del gruppo stanno già creando grande sensazione tra i fan. “Vogliamo che i nostri concerti siano una sorta di giganteschi party” svela Mason. “Chiunque può salire sul palco e alimentare l’energia. Il risultato è una scarica incredibile.”

I Metro Station hanno firmato alla fine del 2006 con la Red Ink (che li ha scovati, indovinate un po’... su MySpace) e hanno registrato il loro primo album a New York City in primavera. I Motion City Soundtrack, veterani del Warped Tour, hanno prodotto due brani, “Kelsey” e “Comin’ Around”, per il loro album di debutto. La band ha lavorato sui pezzi restanti con i produttori Sam Hollander e Dave Katz (Gym Class Heroes, Boys Like Girls). Hanno firmato un contratto con il Crush Management, per seguire le orme di band come Fall Out Boy e Panic! At the Disco.

3a Parte: Il futuro

“È trascorso meno di un anno e non vedo l’ora di scoprire dove saremo fra altri dodici mesi”, commenta Trace. “Ricordo di aver lasciato il lavoro al centro commerciale e di aver pensato ‘D’ora in poi farò solo musica con Mason. Ecco cosa voglio fare’”.

“La gente farà molti commenti sul fatto che siamo così giovani e che il nostro successo è arrivato all’improvviso,” ammette Mason. “Ma noi stiamo facendo esattamente quello che abbiamo sempre sognato di fare. Vogliamo che la nostra musica si senta in radio, vogliamo suonare per i nostri fan. Se non altro, possiamo dire di essere diciottenni che cercano di costruire la propria vita. C’è forse qualcuno che può trovarlo poco eccitante?"